Lo spettatore virtuale

Adam Smith

Quando siamo soli, tendiamo a sentire in modo troppo forte ciò che riguarda noi stessi: tendiamo a sopravvalutare quanto di buono possiamo aver compiuto e le offese che possiamo aver subito; tendiamo a esaltarci troppo per la nostra buona sorte, e ad abbatterci troppo per quella cattiva. Allora ci fa bene conversare con un amico, e ancor più con un estraneo.

L’uomo interiore, l’astratto e ideale spettatore dei nostri sentimenti e della nostra condotta, ha bisogno spesso di essere svegliato e richiamato al suo dovere dalla presenza dello spettatore reale, ed è sempre da quello spettatore, da cui non possiamo aspettarci che la minima simpatia e la minima indulgenza, che con ogni probabilità impareremo la più completa lezione di dominio di noi stessi.

Adam Smith, Teoria dei sentimenti morali (1759), III, 3, 38

È caratteristico dell’esperienza morale il bisogno di confrontare le proprie ragioni con un interlocutore, spesso solo immaginario ma meglio ancora se reale, come ricorda Adam Smith. Le questioni morali, pubbliche e private, vivono di questo confronto e solo a partire da qui, in rari stati di grazia, si avviano a una soluzione condivisa.

Lo spirito di questo blog collettivo (un’opera che, come una cattedrale medievale, non ha un autore perché ne ha molti, speriamo moltissimi) è quello di offrire a chiunque vi collabori la possibilità di incontrare uno o più spettatori reali del proprio lavoro di ricerca (in etica, filosofia politica o filosofia pubblica, insomma nei moralia nel senso più ampio del termine), delle proprie letture, delle proprie provocazioni e delle proprie curiosità. Si tratta di spettatori reali, benché incontrati nel mondo virtuale, perché dietro a ogni post e ogni commento ci sono persone (non sono ammessi troll) che esprimendo un parere in pubblico, come avviene nell’arena dei blog, conferiscono alle riflessioni personali un rilievo più generale, un peso e un significato più universali, cui corrisponde una più grande responsabilità (e qui ognuno è il solo responsabile di ciò che scrive).

In questo modo, è l’auspicio, la comunità degli spettatori (e degli attori!) reali costituirà lentamente una figura almeno virtuale di quell’”astratto e ideale spettatore interiore” che, ben oltre Adam Smith, è forse il segreto interlocutore di tutta la tradizione filosofica: il demone di Socrate, i personaggi platonici, Lucilio per  Seneca o “se stesso” per Marco Aurelio, il Dio interiore di Agostino, il doppio di sé di Montaigne e di Rousseau, il membro del Regno dei fini in Kant, l’opposto dialettico della coscienza in Hegel, gli pseudonimi di Kierkegaard, tanti altri e, soprattutto, per tutti quanti, il lettore ideale, la musa silenziosa, l’ascoltatore critico.

Se riusciremo in questa opera quotidiana (o quasi) di interlocuzione reale in un luogo virtuale avremo creato, forse, le basi per il formarsi o il consolidarsi di quella comunità di ricerca che dovrebbe essere non solo l’Accademia, bensì più ampiamente la societas degli agenti riflessivi, dei portatori di ragioni che attendono di essere accolte o smentite nel cimento quotidiano di vivere da persone quali siamo.

I temi dell’etica e della politica sono ineludibili per ogni vivente che rifletta. Il ruolo dei filosofi in questa ricerca non può essere sminuito, il che spiega perché su questo blog scrivano principalmente dei filosofi o aspiranti tali. Tuttavia, chiunque voglia dare un contributo di pensiero, di analisi o di informazione su questi temi pur non aspirando a fare il filosofo è il benvenuto, con la sola regola, assoluta e inviolabile (pena una censura della Redazione), del rispetto per ciascuno, che si condividano o no le sue idee rispettosamente espresse.

Questo blog non ha una “linea editoriale”, non è espressione di una corrente filosofica particolare e non è la vetrina di un gruppo ideologicamente omogeneo. È – aspira ad essere – un luogo virtuale per l’incontro reale di ricerche, argomentazioni, tesi, segnalazioni, informazioni di persone che lavorano, a vari livelli, nell’accidentato ma oggi fiorente campo delle “cose morali”.

A noi attori e ad un tempo spettatori, dunque, buon lavoro.



Chi è Roberto Mordacci

Roberto Mordacci ha scritto 16 post in questo blog.

Insegno Filosofia morale all'Università San Raffaele di Milano. Il mio ultimo libro si intitola "Elogio dell'immoralista" (Bruno Mondadori, Milano 2009). Il mio blog personale è www.theimmoralist.wordpress.com; La mia mail è mordacci.roberto@unisr.it

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2 comments until now

  1. buon lavoro!
    (ma non sono galliani)

  2. [...] primo post ho spiegato lo spirito dell’iniziativa, mentre nel secondo  Alex spiega quale tipo di post [...]

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