Michela Marzano, Etica oggi, Erickson: Trento 2011, pp. 125, 10 euro. ISBN 9788861377936
Etica oggi è una snella introduzione alle questioni principali della cosiddetta “etica applicata”. C’ è un’alta densità di proposizioni interrogative nel testo: il primo obiettivo di Marzano è quello di enunciare le domande, più che delineare possibili percorsi di risposta. C’è bisogno di libri come questo, tuttavia a me è rimasta l’impressione che se Etica oggi fosse stato un libro più articolato sarebbe stato anche un libro più efficace. In poco più di cento pagine troviamo un “compendio storico” dei temi che vedono la filosofia morale intrecciarsi alle questioni pratiche, seguito da capitoli dedicati a bioetica, eutanasia, etica ambientale, “guerra giusta”, morale sessuale ed “etica” delle imprese. Molto, forse troppo.
Il primo capitolo richiama temi classici che stanno alle radici di quella che oggi chiamiamo “etica applicata”: la ricerca del bene e della felicità, il principio di utilità, l’idea di libertà, i concetti kantiani di autonomia e di dovere verso se stessi. Il compito di tracciare nessi fra questo sfondo teorico e le questioni che occupano il resto del libro è lasciato al lettore.
Nel capitolo dedicato alla bioetica Marzano si sofferma sul principio di autonomia, che afferma che ciascun paziente è una persona capace di scegliere e prendere decisioni. Sono evidenziate le difficoltà legate alla trasmissione, da parte dei medici verso i pazienti, di informazioni necessarie affinché i pazienti siano trattati come individui autonomi: “come costruire un rapporto di fiducia capace al tempo stesso di lasciare al medico il suo ruolo di ‘esperto’ e di dare al paziente un ruolo da soggetto?” (p. 34). Il capitolo tocca brevemente anche il tema della fecondazione artificiale: Marzano nota che “sono le aspettative dei futuri genitori che costituiscono […] la preistoria della loro relazione con il bambino, indipendentemente dai legami genetici” (p. 44).
Nel terzo capitolo l’attenzione si sposta verso la fine della vita e le richieste di legalizzazione dell’eutanasia in diversi Paesi. Ho trovato illuminanti i rilievi di Marzano in proposito: “come si fa […] ad avere accesso alla significazione specifica di una richiesta in un dato momento? […] le circostanze non influenzano sempre le domande che vengono formulate, le aspettative che si nutrono, le risposte che ci si augura? […] Di fatto, c’è una grande differenza fra un malato che chiede che si ponga fine alla sua vita, uno che esprime il desiderio di morire e uno che ha bisogno di parlarne. La richiesta di morte è talvolta, per il paziente, un modo per uscire dalla sua solitudine […]. Non si tratta dunque di rispondervi necessariamente con un atto, ma di ascoltarlo per quello che significa” (pp. 57-59).
Non meno spinosa è la principale questione introdotta nel quarto capitolo: gli animali hanno diritti? E quali? Sono gli stessi diritti che hanno gli uomini? E gli uomini devono guardare al mondo da una prospettiva antropocentrica o biocentrica?
Nel quinto capitolo Marzano evidenzia come sia difficile interpretare che cosa si intenda come “causa giusta” per una guerra: sono giuste solo le guerre giustificate dalla legittima difesa o anche quelle mosse per portare soccorso alle vittime di una violazione dei diritti dell’uomo? Se è possibile giustificare la guerra, è altrettanto possibile giustificare la tortura, come hanno fatto gli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Irachena e in relazione a quanto accaduto in alcune prigioni segrete dopo l’11 settembre 2001?
Gli ultimi due capitoli sono dedicati a temi solo apparentemente meno scottanti e circoscritti alla sfera privata: sessualità e affari. Questa citazione mi sembra riassumere bene il punto di vista di Marzano sulla liberazione sessuale: “Tutti riconoscono che la partecipazione a un atto sessuale non deve essere influenzata da costrizione, intimidazione, menzogna. Ma quale dev’essere il grado di specificità del consenso perché si tratti realmente dell’espressione di una volontà? Di quale libertà si dispone oggi? Essa non è sempre più codificata dal Mercato e imposta dai moderni mezzi di comunicazione di massa?” (p. 92). Marzano considera il caso della prostituzione e sostiene, con riferimenti a Locke e Mill, che il consenso all’alienazione della propria libertà (ossia alla libertà di poter disporre del proprio corpo) non è legittimo, perché la libertà fa parte dei diritti dell’uomo, che sono inalienabili. In altre parole, anche la prostituzione autonoma e consensuale implicherebbe l’alienazione della libertà del soggetto che si prostituisce. Marzano, infine, mette in guardia i lettori nei confronti della cosiddetta “etica degli affari”, evidenziando come la volontà delle imprese di trovare un equilibrio fra gli interessi degli azionisti e quelli della società possa nascondere “la volontà di liberare il mondo delle imprese dai giudizi morali che una società può pronunciare su di esso. […] Promulgando da sé le regole a cui auspica di sottomettersi, la ‘impresa responsabile’ si libera al tempo stesso della morale e della politica” (p. 112 – 114). Attenzione, dunque, a non chiamare “etica” ciò che etica non è.
L’impressione che si ricava dalla lettura di questo libro è che l’etica sia una disciplina più attuale che mai. Questo è un ottimo risultato. Etica oggi, però, resta un libro dall’identità incerta. Potrebbe essere un’introduzione per studenti: è scritto con chiarezza, ma con linguaggio accademico. Si tratterebbe però di un’introduzione succinta, a tratti frettolosa. Certo non è un libro per specialisti. È più verosimile che sia stato scritto per i non addetti ai lavori. Tuttavia non mi sembra un’opera accessibile a chi sia a digiuno di riferimenti filosofici: l’estrema varietà del materiale e il carattere talvolta cursorio della trattazione non ne fanno un’agile lettura. In definitiva si tratta di un libro pieno di spunti, che lascia addosso la voglia di saperne molto di più.
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Ottimo post, informativo e molto chiaro. Non ho letto il libro della Marzano. Non penso che lo farò. Qualche mese fa mi era capitato di aprire a casa di un’amica un suo volume proprio su una pagina dove tuonava contro la visione della donna del nostro Presidente del Consiglio (ammesso ne abbia una). Indovinate un po’ l’editore? Mondadori, of course. Questo mi basta per considerarla un’ipocrita che non è all’altezza delle sue parole. Per quanto riguarda la prostituzione, se l’argomento è quello che dici tu, a me pare chiaramente fallace. Disporre del proprio corpo è uno dei principi dell’etica liberale. La prostituzione, se libera, è una manifestazione di libertà (questo non significa sia sempre un bene, ma è chiaro che talvolta lo è). All’interno di un etica liberale ogni altra posizione è insostenibile. Sarei curioso di sapere perchè alla Marzano dia fastidio che ci siano delle donne e degli uomini che si vendono liberamente. Non leggerò questo libro, credo. Penso però che potrei leggerne un altro, ‘La fedeltà o il vero amore’, solo per la curiosità di vedere quali altri banalità la Marzano riesce a confezionare.