
Uno stimatissimo collega (e amico), con cui mi trovo molto spesso d’accordo sulla teoria politica, qualche giorno fa ha scritto su Facebook la seguente frase, a proposito dell’Articolo 18, che penso sia bene citare:
non si dica, per favore, che già oggi molte lavoratrici e molti lavoratori sono prive/i della tutela dell’art. 18. Un’eguaglianza ottenuta mediante un livellamento verso il basso, sottraendo diritti a chi li ha, non è una conquista. (Nicola Riva, Facebook, 22/03/2012)
Non attribuisco all’eguaglianza un valore così alto da pensare che, se la riforma implicasse un livellamento verso il basso, allora sarebbe una conquista. Il collega ha ragione quando sostiene che non è desiderabile una riforma che, allo scopo di rendere eguali i lavoratori, riduce i diritti di molti, senza migliorare quelli di nessuno*. Dubito però che la riforma in discussione porterebbe a un livellamento verso il basso. Dato che, comunque, la frase del collega ha ottenuto (e continua ad ottenere) molti “Like” su Facebook (da parte di altrettanto stimati colleghi e amici), vorrei capire come mai le mie idee siano tanto diverse da quelle della maggioranza. Con la prudenza necessaria quando si è in minoranza, proverò a spiegare perché qualcuno (pur dotato di cervello) potrebbe ritenere il contrario.
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