Chi scrive e alcuni autori di questo blog lavorano o collaborano presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, il cui fondatore, don Luigi Maria Verzé, è deceduto questa mattina alle 7.30 per arresto cardiaco.

Riporto qui a ricordo e a commento la dichiarazione rilasciata da Massimo Cacciari, che personalmente condivido.

Massimo Cacciari, ricordo di Don Luigi Maria Verzé

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Etica & Politica / Ethics & Politics XIII, 2011, 2

MONOGRAPHICA
On the premises of the mind-body problem: an unexpected German path?

Stefano Semplici Guest Editor’s Preface p. 7
Mirko Di Bernardo Le nuove scoperte e il nuovo contesto della ricerca bio-medica p. 12
Nicoletta Domma Corpo e libertà nella filosofia di Kant p. 42 G
iovanni Cogliandro Organismo e determinazione: il corpo nella dottrina della scienza di Fichte p. 80
Omar Brino La tematica del corpo nelle psicologie filosofiche ‘realistiche’ del primo Ottocento tedesco: Herbart, Fries, Schleiermacher p. 111
Maria Cristina Benedetti Naturalità e corporeità nella filosofia di Hegel p. 139

SYMPOSIUM
Luciano Floridi, The Philosophy of Information

Gustavo Cevolani Strongly semantic information and verisimilitude p. 159
Massimo Durante Normativity, Constructionism, and Constraining Affordances p. 180
Don Fallis Floridi on Disinformation p. 201
David Gamez Information and Consciousness p. 215
Jakob Krebs Philosophy of Information and Pragmatistic Understanding of Information p. 235
Marty J. Wolf Analysis, Clarification and Extension of the Theory of Strongly Semantic Information p. 246
Anthony F. Beavers Historicizing Floridi

SYMPOSIUM
Paul Gilbert, Cultural Identity and Political Ethics

Paul Gilbert Freedom from Culture p. 278
Elvio Baccarini Politics of Identity and Liberalism p. 287
Enes Kulenović Evaluating Political Claims Based on Cultural Identity p. 305
Paul Gilbert In defence of anti-culturalism: a reply to my critics p. 322

VARIA
Brunella Casalini Libere di scegliere? Patriarcato, libertà e autonomia in una prospettiva di genere p. 329
Joseph Grcic The Contradictions of Libertarianism p. 365
Vallori Rasini “Weltoffenheit”: zeitgenössische philosophische Anthropologie im Zwischenbereich von Geist und Natur p . 383
Carmelo Vigna Gloria e vanagloria p. 396

Informazioni sulla rivista/Information on the journal p. 407

Concludo con questo post una serie di interventi dedicati a uno dei capitoli del libro di Sen, The Idea of Justice (tradotto in italiano da Mondadori). Nel cap.13 sui “felicità, benessere e capabilities” si sostiene che le capabilities forniscano la migliore misura della diseguaglianza, rispetto a benessere e felicità.

Come si diceva nel post precedente sull’argomento, Sen ritiene che le capabilities siano da preferire al benessere perché le persone hanno preferenze adattative e poiché non sempre il benessere inteso come felicità rispecchia l’oggettiva condizione di svantaggio in cui una persona si trova. Ad esempio, Tiny Tim, povero, zoppo e con una disposizione solare, può essere più felice di un individuo sano e ricco, ma non facilmente accontentabile (che nel post precedente ho chiamato Giulia Ciccone).

Ma questo argomento non porta acqua al mulino delle capabilities, se il benessere  è qualcosa di oggettivo, non di soggettivo. Alcuni filosofi (che rifiutano le capabilities) concepiscono il benessere come qualcosa di oggettivo: non la soddisfazione delle preferenze dell’individuo, ma il fatto che la sua vita includa beni di un certo tipo (l’esercizio di facoltà umane eccellenti, come voleva Aristotele, o il conseguimento di obiettivi di valore, come vuole Griffin) (vedi post precedente).

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Si pubblica sempre di più, forse si legge sempre meno, probabilmente si ha sempre meno tempo per scegliere cosa leggere e quasi senz’altro non si ha tempo per capire se si è poi capito quel che si è letto. Il problema è la quantità della massa di carta che viene accatastata su scaffali reali o virtuali, i fiumi di inchiostro che inzuppano quella carta di idee. Un oceano in tempesta dove forse c’è tantissimo di buono, senz’altro tantissimo di osceno. Come orientarsi?

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gabbiaNell’epoca del marketing, “Una gabbia andò a cercare un uccello” è un titolo che suona decisamente strano per un libro. Suona strano perché siamo abituati a titoli diretti ed ammiccanti, mentre questo è un aforisma del grande Franz Kafka. Luciano Canova, Professore di Economia sperimentale alla Scuola Enrico Mattei e membro del Cresa all’Università San Raffaele di Milano, ha avuto il coraggio di ricorrere ad un classico della letteratura per presentare ai lettori la sua ultima fatica.

Si tratta di un testo di economia, il tema centrale è l’ambiente e il suo valore, e presenta almeno due originalissimi aspetti. Primo: è un libro divertente e al tempo stesso colto, pieno zeppo di divertissement narrativi oltre che di riferimenti ai grandi classici del pensiero umanistico. Secondo: è un libro controcorrente proprio come il titolo, una libera critica del paradigma economico dominante (e di tutti i rigidi specialismi?). Canova focalizza l’attenzione del lettore sul tema dell’ambiente e sul suo valore, ma è sostanzialmente un bluff (e qui torna lo stile ironico-letterario dell’autore). La questione ambientale, infatti, sembra quasi un pretesto per dare spazio a ben altre ambizioni: riflettere liberamente sui fondamenti dell’economia, sottoponendoli ad un’analisi critico-filosofica.

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Oggi ci divertiamo a fare le pulci all’articolo di Stacy Thompson dedicato al film Thank You for Smoking, uscito sul numero 13 della rivista Film & Philosophy. L’intervento in questione, intitolato Consumer Ethics in Thank You For Smoking (cliccare QUI per leggerlo), mi pare un ottimo esempio di interpretazione filosofica cinematograficamente ottusa di un prodotto cinematografico; di una interpretazione, cioè, nella quale la complessità dell’opera di partenza viene appiattita per la necessità rientrare nelle maglie strette di un dibattito filosofico già compiutamente articolato. Con ciò, mi ricollego idealmente a un mio vecchio post (cliccare QUI), nel quale muovevo rilievi analoghi ad un articolo di Neil Levy su Eternal Sunshine of the Spotless Mind.

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