La crisi economica della Grecia sta travolgendo tutto: regole, famiglie, giovani, ceti sociali. Anche le regole fondamentali di una società democratica degna di questo nome. Sembra impossibile da pensare, eppure quello che nessuna madre mai farebbe, in Grecia è avvenuto: l’abbandono dei figli negli istituti di carità o nei centri per poveri.
- COSA STA SUCCEDENDO? - In Europa scene del genere sembravano relegate ad un passato lontanissimo, che affondava le sue radici nei periodi post bellici. Invece tutto questo succede davanti ai nostri occhi, a pochi chilometri dalle nostre coste. Nella Grecia strozzata da disoccupazione, inflazione e debiti publlici, la Troika (la triade di controllori dell’Unione europea, del Fondo monetario internazionale e della Banca centrale europea) di fatto fa il bello e il cattivo tempo. Anche questo: «Oggi non tornerò a prendere Silvia (i nomi dei minori sono inventati, a tutela della loro identità, ndr), perché non posso più permettermi di crescerla. Vi prego, abbiate cura di lei», ha scritto una giovane madre alla maestra di un asilo di Atene, poche settimane prima di Natale. In un Paese tradizionalmente ancorato al valore della famiglia, queste storie, riportate sempre più spesso dai giornali locali, sono uno choc per l’opinione pubblica. Eppure sono portate a ripetersi, quando, nei prossimi mesi, la crisi finanziaria è destinata a peggiorare. Secondo un documento riservato, del quale è entrato in possesso il settimanale tedesco Der Spiegel, il Fmi avrebbe infatti intenzione di proporre alcune modifiche al piano di salvataggio, in cambio del nuovo pacchetto di aiuti della Troika. Insomma, per la Grecia arriveranno nuovi sacrifici, almeno per un anno, se non di più.
LE MISURE DEL GOVERNO - Finora, le misure decise dal precedente governo di George Papandreou e dal premier Lucas Papademos per arginare il tracollo non hanno convinto i controllori. A giudizio del Fmi, le tasse riscosse sono state inferiori alle aspettative e anche le privatizzazioni disposte sono state troppo deboli. «Se non saranno votate le nuove misure di austerity richieste dalla Troika, si andrà alle elezioni, che per la Grecia significano il fallimento e l’uscita dall’Eurozona», ha messo in guardia il primo ministro. In un Paese in cui, per volere della Troika, i salari minimi garantiti dovranno essere portati sotto i 600 euro mensili, la macelleria sociale è destinata a essere altissima.
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A Londra è stata pubblicata la relazione dell’inchiesta coordinata da Lord Woolf volta a chiarire i rapporti tra il regime libico e la London School of Economics and Political Science. L’istituzione stessa aveva incaricato Lord Woolf a procedere all’investigazione in seguito allo scandalo il cui scoppio la scorsa primavera portò alle immediate dimissioni del direttore Howard Davies.
Qualche “antipasto” prima di parlare di cose serie:


