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	<title>Comments for Moralia on the web</title>
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		<title>Comment on Un coup de dés: fare a meno della democrazia, fare a meno dei partiti by monica visintin</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/09/un-coup-de-des-fare-a-meno-della-democrazia-fare-a-meno-dei-partiti/comment-page-1/#comment-12821</link>
		<dc:creator>monica visintin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:32:41 +0000</pubDate>
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		<description>Solo un&#039;osservazione da semplice latrice di diritto di elettorato attivo. La prima utopia non è mica poco attraente e sa molto di Ellade: ricorda il sistema di sorteggio degli arconti nella costituzione democratica di Clistene. Però ho qualche dubbio sulla possibilità reale di escludere il potere delle lobby nel &quot;concorso estremamente selettivo&quot; che dovrebbe portare alla costituzione di un albo dei politici. Poche cose sono così apertamente truccate o poco sorvegliate in Italia come le sessioni dei concorsi pubblici. Mi chiedo invece se non sia necessario, pur nell&#039;epoca di cinismo di massa, un richiamo ai doveri di cittadinanza attiva e di partecipazione politica - in senso lato, non etico. Mi chiedo perché la gente non scenda in campo per imporre ai propri rappresentanti politici una nuova legge elettorale - quando al contrario è prontissima ad alzare la voce allorché si metta mano al proprio portafoglio. Mi chiedo anche che fine ha fatto nella memoria collettiva l&#039;art. 71 della Costituzione. E ti chiedo, Pier, in che cosa consista il vantaggio di una delegittimazione della democrazia attraverso un&#039;astensione di massa. Non è una domanda retorica, la mia: non che non nutra degli igienici dubbi sulla reale efficienza delle sedicenti democrazie, ma non riesco ad immaginare l&#039;immediato futuro di una società civile all&#039;indomani di una formale rinuncia ai propri attuali diritti politici</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Solo un&#8217;osservazione da semplice latrice di diritto di elettorato attivo. La prima utopia non è mica poco attraente e sa molto di Ellade: ricorda il sistema di sorteggio degli arconti nella costituzione democratica di Clistene. Però ho qualche dubbio sulla possibilità reale di escludere il potere delle lobby nel &#8220;concorso estremamente selettivo&#8221; che dovrebbe portare alla costituzione di un albo dei politici. Poche cose sono così apertamente truccate o poco sorvegliate in Italia come le sessioni dei concorsi pubblici. Mi chiedo invece se non sia necessario, pur nell&#8217;epoca di cinismo di massa, un richiamo ai doveri di cittadinanza attiva e di partecipazione politica &#8211; in senso lato, non etico. Mi chiedo perché la gente non scenda in campo per imporre ai propri rappresentanti politici una nuova legge elettorale &#8211; quando al contrario è prontissima ad alzare la voce allorché si metta mano al proprio portafoglio. Mi chiedo anche che fine ha fatto nella memoria collettiva l&#8217;art. 71 della Costituzione. E ti chiedo, Pier, in che cosa consista il vantaggio di una delegittimazione della democrazia attraverso un&#8217;astensione di massa. Non è una domanda retorica, la mia: non che non nutra degli igienici dubbi sulla reale efficienza delle sedicenti democrazie, ma non riesco ad immaginare l&#8217;immediato futuro di una società civile all&#8217;indomani di una formale rinuncia ai propri attuali diritti politici</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Gian Paolo Terravecchia</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-12065</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Terravecchia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:43:20 +0000</pubDate>
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		<description>Temo di essere in una posizione di svantaggio, perché non sono pronto a 
dare incondizionatamente ragione a un uomo che ha sofferto molto e 
perché non attacco uno Stato che non sembra particolarmente sensibile a 
molti diritti umani. Perciò lascia che lo dica chiaramente: (a) provo 
grande rispetto per Shi Tao, che ha rischiato certo consapevolmente 
moltissimo per ciò in cui credeva, e (b) sono per la libertà di 
espressione. Non credo però che Shi Tao abbia &quot;semplicemente esercitato 
il proprio diritto di opinione&quot;. Egli non ha fatto circolare le sue opinioni, ma documenti riservati.
 Questa è l&#039;origine del nostro problema, reso più complesso dal fatto 
che magari proviamo simpatia per la sua causa. Nel corso della nostra 
discussione mi hai aiutato a capire le ragioni per cui ritieni immorale 
ciò che ha fatto Yahoo: sulla base della citazione di p. 133 mostri che 
effettivamente la punizione per Shi Tao è stata durissima. Sembri 
insomma sostenere che Yahoo sarebbe immorale, perché avrebbe violato il 
principio morale, variante ad hoc del neminem laedere:
 &quot;non lasciare che qualcuno sia punito in maniera sproporzionata 
rispetto a quanto ha compiuto&quot; (1). Yahoo non avrebbe rilevato la 
predominanza di (1) e avrebbe perciò agito immoralmente. Si tratta di un
 argomento forte che mi avrebbe quasi convinto, se non fosse che non 
tiene conto di tutti i fattori. Provo a spiegarmi. In primo luogo una 
puntualizzazione. Va tenuto conto che non è vero che Shi Tao non ha 
messo in pericolo qualcuno: i suoi atti sono gravi, lo si riconoscerà 
anche se si è dalla sua parte. Egli ha divulgato segreti di Stato, 
cercando di mettere in difficoltà il suo Paese, compiendo un atto da 
solo capace di creare, nel caso di un governo debole, un terremoto 
politico con potenziali risvolti di destabilizzazione sociale. In 
secondo luogo e soprattutto a me pare che Yahoo avrebbe avuto a che fare
 non già con (1), ma con (2): &quot;non lasciare che qualcuno sia punito 
dalla legittima autorità in maniera sproporzionata rispetto a quanto ha 
compiuto&quot;. Si tratta di un principio molto più delicato del primo. 
Ammettere (2) come principio è pericoloso, perché mette in pericolo la 
stessa giustizia sociale (persone che hanno motivi soggettivi per 
ritenere sproporzionata una pena si sentirebbero autorizzati a non 
collaborare con la giustizia). La pace sociale ne verrebbe compromessa e
 il sistema giuridico non sarebbe più efficace. Inoltre, (2) è molto 
difficile da implementare (tutti dovrebbero conoscere i dettagli del 
sistema giuridico e penale, etc.). Per queste ragioni, ritengo che (2) 
entri in campo e sia predominante solo in caso di effettivo pericolo di vita per colui 
che viene accusato con prove solide. Continuo a pensare, ma posso ovviamente sbagliare, 
che Yahoo non avesse ragioni di temere per la vita di Shi Tao (pare che su questo tu la pensi diversamente e forse solo per questo stiamo discutendo). Perciò 
credo che Yahoo non abbia commesso alcun atto immorale. Yahoo, se ho 
ragione, non solo non ha peccato di leggerezza, ma anzi è stato prudente prendendo le distanze da un atto oggettivamente grave. Il 
fatto che possiamo essere politicamente a favore della linea di Shi Tao 
non dovrebbe spingerci a squalificare moralmente Yahoo. Per quanto 
difficile, i due piani, con relativi giudizi di valore, vanno tenuti 
distinti. Infine, lasciamelo dire a tagli grossi per sbrigarmi e non 
abusare più oltre della tua pazienza, non voglio uno Yahoo etico che
 decida cosa è bene e cosa è male e che si senta autorizzato a 
promuovere la moralità (o che faccia da censore 
dell&#039;immoralità) - se non ovviamente per quanto di sua stretta 
competenza formale sulla base della policy di utilizzo stabilita coi suoi utilizzatori e dei principi più ampi e condivisi della netiquette.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Temo di essere in una posizione di svantaggio, perché non sono pronto a<br />
dare incondizionatamente ragione a un uomo che ha sofferto molto e<br />
perché non attacco uno Stato che non sembra particolarmente sensibile a<br />
molti diritti umani. Perciò lascia che lo dica chiaramente: (a) provo<br />
grande rispetto per Shi Tao, che ha rischiato certo consapevolmente<br />
moltissimo per ciò in cui credeva, e (b) sono per la libertà di<br />
espressione. Non credo però che Shi Tao abbia &#8220;semplicemente esercitato<br />
il proprio diritto di opinione&#8221;. Egli non ha fatto circolare le sue opinioni, ma documenti riservati.<br />
 Questa è l&#8217;origine del nostro problema, reso più complesso dal fatto<br />
che magari proviamo simpatia per la sua causa. Nel corso della nostra<br />
discussione mi hai aiutato a capire le ragioni per cui ritieni immorale<br />
ciò che ha fatto Yahoo: sulla base della citazione di p. 133 mostri che<br />
effettivamente la punizione per Shi Tao è stata durissima. Sembri<br />
insomma sostenere che Yahoo sarebbe immorale, perché avrebbe violato il<br />
principio morale, variante ad hoc del neminem laedere:<br />
 &#8220;non lasciare che qualcuno sia punito in maniera sproporzionata<br />
rispetto a quanto ha compiuto&#8221; (1). Yahoo non avrebbe rilevato la<br />
predominanza di (1) e avrebbe perciò agito immoralmente. Si tratta di un<br />
 argomento forte che mi avrebbe quasi convinto, se non fosse che non<br />
tiene conto di tutti i fattori. Provo a spiegarmi. In primo luogo una<br />
puntualizzazione. Va tenuto conto che non è vero che Shi Tao non ha<br />
messo in pericolo qualcuno: i suoi atti sono gravi, lo si riconoscerà<br />
anche se si è dalla sua parte. Egli ha divulgato segreti di Stato,<br />
cercando di mettere in difficoltà il suo Paese, compiendo un atto da<br />
solo capace di creare, nel caso di un governo debole, un terremoto<br />
politico con potenziali risvolti di destabilizzazione sociale. In<br />
secondo luogo e soprattutto a me pare che Yahoo avrebbe avuto a che fare<br />
 non già con (1), ma con (2): &#8220;non lasciare che qualcuno sia punito<br />
dalla legittima autorità in maniera sproporzionata rispetto a quanto ha<br />
compiuto&#8221;. Si tratta di un principio molto più delicato del primo.<br />
Ammettere (2) come principio è pericoloso, perché mette in pericolo la<br />
stessa giustizia sociale (persone che hanno motivi soggettivi per<br />
ritenere sproporzionata una pena si sentirebbero autorizzati a non<br />
collaborare con la giustizia). La pace sociale ne verrebbe compromessa e<br />
 il sistema giuridico non sarebbe più efficace. Inoltre, (2) è molto<br />
difficile da implementare (tutti dovrebbero conoscere i dettagli del<br />
sistema giuridico e penale, etc.). Per queste ragioni, ritengo che (2)<br />
entri in campo e sia predominante solo in caso di effettivo pericolo di vita per colui<br />
che viene accusato con prove solide. Continuo a pensare, ma posso ovviamente sbagliare,<br />
che Yahoo non avesse ragioni di temere per la vita di Shi Tao (pare che su questo tu la pensi diversamente e forse solo per questo stiamo discutendo). Perciò<br />
credo che Yahoo non abbia commesso alcun atto immorale. Yahoo, se ho<br />
ragione, non solo non ha peccato di leggerezza, ma anzi è stato prudente prendendo le distanze da un atto oggettivamente grave. Il<br />
fatto che possiamo essere politicamente a favore della linea di Shi Tao<br />
non dovrebbe spingerci a squalificare moralmente Yahoo. Per quanto<br />
difficile, i due piani, con relativi giudizi di valore, vanno tenuti<br />
distinti. Infine, lasciamelo dire a tagli grossi per sbrigarmi e non<br />
abusare più oltre della tua pazienza, non voglio uno Yahoo etico che<br />
 decida cosa è bene e cosa è male e che si senta autorizzato a<br />
promuovere la moralità (o che faccia da censore<br />
dell&#8217;immoralità) &#8211; se non ovviamente per quanto di sua stretta<br />
competenza formale sulla base della policy di utilizzo stabilita coi suoi utilizzatori e dei principi più ampi e condivisi della netiquette.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Davide Quattrocchi</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-12039</link>
		<dc:creator>Davide Quattrocchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 19:38:24 +0000</pubDate>
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		<description>- Essa sarebbe sciolta se davvero Shi Tao avesse rischiato la vita (ma mi 
sembra che qui sei di nuovo affetto dalle tentazioni del 
sensazionalismo) -Riporto la MacKinnon:&#039;When Chinese state sicurity agents detained him on November 23, 2004, Shi Tao was a bespectacled and clean-cut thirty-six-year-old journalist, married with a young son. When he finishes his ten-year jail sentence in 2014, he will be a broken man. His wife divorced him soon after his ordeal started. Hard labor at a prison factory in the early years of his sentence gave him respiratory problems. He has an ulcer and a heart condition. In 2007 his mental state deteriorated&#039; (p. 133).Non ce la faccio a resistere alla tentazione della filosofia pulp, se non gore! ;) Ma mettiamo da parte le sorti del povero Shi Tao e andiamo al cuore del dissidio che ci separa dal punto di vista filosofico. La tua soluzione è molto elegante, ma a mio avviso continua ad avere due punti deboli. O meglio: forse non si tratta di punti deboli, ma di due caratteristiche che ritengo rilevanti per soppesare il problema e che tu ritieni meno evidenti o meno interessanti.1) Nella tua soluzione continui a soprassedere sui contenuti dell&#039;email di Shi Tao: essa tratta sì informazioni sensibili per il governo, ma la cui diffusione può promuovere valori moralmente positivi (libertà di espressione, democrazia, etc.). Da qualche parte anche queste considerazioni devono entrare in campo. Secondo me Yahoo ha un doppio legame morale con Shi Tao: da una parte deve rispettare il principio del “neminem laedere”, come dici giustamente tu, dall&#039;altra è tenuta a premiare dei comportamenti morally enhancing. O forse pensi che non sia tenuta a farlo?2) Tu dici che Yahoo ha una &#039;fine sensibilità morale&#039;. Io credo che abbia dato prova di una &#039;fine razionalità morale&#039;, tanto da aver slegato il dilemma ragionando più o meno sulle tue linee. Ora non voglio rinverdire alcuna posizione che riguardi il moral sense, ma, a mio parere, una fine sensibilità morale avrebbe considerato l&#039;impasse del corno uno molto più problematica della facile soluzione del corno due, proprio perchè (carramba!!) si poteva mettere a rischio la vita di qualcuno. E aggiungo, forse gettando la maschera del sensazionalista che un po&#039; cominciava a piacermi, che la soluzione di Yahoo è ancora più grezza proprio perchè Shi Tao non sta mettendo in pericolo nessuno, non sta cercando di agitare sommosse o coprire qualche dissidente, ma sta semplicemente esercitando il proprio diritto di opinione.&#160;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- Essa sarebbe sciolta se davvero Shi Tao avesse rischiato la vita (ma mi<br />
sembra che qui sei di nuovo affetto dalle tentazioni del<br />
sensazionalismo) -Riporto la MacKinnon:&#8217;When Chinese state sicurity agents detained him on November 23, 2004, Shi Tao was a bespectacled and clean-cut thirty-six-year-old journalist, married with a young son. When he finishes his ten-year jail sentence in 2014, he will be a broken man. His wife divorced him soon after his ordeal started. Hard labor at a prison factory in the early years of his sentence gave him respiratory problems. He has an ulcer and a heart condition. In 2007 his mental state deteriorated&#8217; (p. 133).Non ce la faccio a resistere alla tentazione della filosofia pulp, se non gore! <img src='http://moraliaontheweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Ma mettiamo da parte le sorti del povero Shi Tao e andiamo al cuore del dissidio che ci separa dal punto di vista filosofico. La tua soluzione è molto elegante, ma a mio avviso continua ad avere due punti deboli. O meglio: forse non si tratta di punti deboli, ma di due caratteristiche che ritengo rilevanti per soppesare il problema e che tu ritieni meno evidenti o meno interessanti.1) Nella tua soluzione continui a soprassedere sui contenuti dell&#8217;email di Shi Tao: essa tratta sì informazioni sensibili per il governo, ma la cui diffusione può promuovere valori moralmente positivi (libertà di espressione, democrazia, etc.). Da qualche parte anche queste considerazioni devono entrare in campo. Secondo me Yahoo ha un doppio legame morale con Shi Tao: da una parte deve rispettare il principio del “neminem laedere”, come dici giustamente tu, dall&#8217;altra è tenuta a premiare dei comportamenti morally enhancing. O forse pensi che non sia tenuta a farlo?2) Tu dici che Yahoo ha una &#8216;fine sensibilità morale&#8217;. Io credo che abbia dato prova di una &#8216;fine razionalità morale&#8217;, tanto da aver slegato il dilemma ragionando più o meno sulle tue linee. Ora non voglio rinverdire alcuna posizione che riguardi il moral sense, ma, a mio parere, una fine sensibilità morale avrebbe considerato l&#8217;impasse del corno uno molto più problematica della facile soluzione del corno due, proprio perchè (carramba!!) si poteva mettere a rischio la vita di qualcuno. E aggiungo, forse gettando la maschera del sensazionalista che un po&#8217; cominciava a piacermi, che la soluzione di Yahoo è ancora più grezza proprio perchè Shi Tao non sta mettendo in pericolo nessuno, non sta cercando di agitare sommosse o coprire qualche dissidente, ma sta semplicemente esercitando il proprio diritto di opinione.&nbsp;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Gian Paolo Terravecchia</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-12015</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Terravecchia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 21:55:12 +0000</pubDate>
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		<description>La tua storia mi fa venire in mente il meno drammatico e anzi delizioso episodio di &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=oODisCdWnf8&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Non ci resta che piangere&lt;/a&gt;. (Mi pare che tu ti stia facendo prendere dal gusto per il sensazionale proprio dei filosofi dei dilemmi morali che non sembrano soddisfatti se non c&#039;è uno che almeno sta per schiattare in circostanze truculente) Direi che tanto il &quot;tuo&quot; Comune quanto il &quot;mio&quot; doganiere siano affetti da burocratismo miope. Ma non ci vedo nulla di immorale, solo molta stupidità. Il caso di Shi Tao è però diverso da questi due e perciò lo tratterei separatamente. Ecco come io analizzarei la situazione dilemmatica di Yahoo. Da un lato ci sono le considerazioni morali di Yahoo verso (1)&#160; Shi Tao che si possono ricapitolare nel principio &quot;neminem laedere&quot;, e verso (2) la Cina che si possono ricapitolare nel principio &quot;rispetta le leggi e i costumi del tuo paese (del paese che ti ospita)&quot;. Si può vedere chiaramente che questo conflitto porta a una situazione di impasse. Essa sarebbe sciolta se davvero Shi Tao avesse rischiato la vita (ma mi sembra che qui sei di nuovo affetto dalle tentazioni del sensazionalismo). Nel caso in cui Shi Tao avesse rischiato la vita, allora concordo che vi sarebbe stata una predominanza di (1) su (2) e di (1) sul secondo corno del dilemma di cui non ho ancora parlato. Ma sinceramente non credo che Shi Tao abbia mai rischiato la vita, forse però sottovaluto la ferocia dei cinesi. Il secondo corno del dilemma raccoglie il conflitto tra gli obblighi sociali: verso Shi Tao (3) non c&#039;è alcun obbligo, visto che ha rotto i patti, verso la Cina (4), infine, Yahoo ha l&#039;obbligo di non collaborare con chi viola la legge cinese, cioè ha degli obblighi sociali di correttezza. In questo corno vi è una predominanza di (4) su (3). Visto poi che il primo corno del dilemma (cioè il corno morale) non porta a una soluzione, vi è una predominanza assoluta di (4). Così si spiega ciò che è successo e si capisce che Yahoo non solo non è immorale, ma anzi ha una fine sensibilità morale, visto che percepisce i propri doveri di rispetto della legge. Scusa per la complessità della spiegazione (non è colpa mia se il mondo è complesso ;-)), spero di essermi spiegato. Capisco che quando si parla di Cina e di diritti umani la gente veda rosso (e certo viene facile), ma su queste cose bisognerebbe riflettere con calma e non cedere ai cliché.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La tua storia mi fa venire in mente il meno drammatico e anzi delizioso episodio di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oODisCdWnf8" rel="nofollow">Non ci resta che piangere</a>. (Mi pare che tu ti stia facendo prendere dal gusto per il sensazionale proprio dei filosofi dei dilemmi morali che non sembrano soddisfatti se non c&#8217;è uno che almeno sta per schiattare in circostanze truculente) Direi che tanto il &#8220;tuo&#8221; Comune quanto il &#8220;mio&#8221; doganiere siano affetti da burocratismo miope. Ma non ci vedo nulla di immorale, solo molta stupidità. Il caso di Shi Tao è però diverso da questi due e perciò lo tratterei separatamente. Ecco come io analizzarei la situazione dilemmatica di Yahoo. Da un lato ci sono le considerazioni morali di Yahoo verso (1)&nbsp; Shi Tao che si possono ricapitolare nel principio &#8220;neminem laedere&#8221;, e verso (2) la Cina che si possono ricapitolare nel principio &#8220;rispetta le leggi e i costumi del tuo paese (del paese che ti ospita)&#8221;. Si può vedere chiaramente che questo conflitto porta a una situazione di impasse. Essa sarebbe sciolta se davvero Shi Tao avesse rischiato la vita (ma mi sembra che qui sei di nuovo affetto dalle tentazioni del sensazionalismo). Nel caso in cui Shi Tao avesse rischiato la vita, allora concordo che vi sarebbe stata una predominanza di (1) su (2) e di (1) sul secondo corno del dilemma di cui non ho ancora parlato. Ma sinceramente non credo che Shi Tao abbia mai rischiato la vita, forse però sottovaluto la ferocia dei cinesi. Il secondo corno del dilemma raccoglie il conflitto tra gli obblighi sociali: verso Shi Tao (3) non c&#8217;è alcun obbligo, visto che ha rotto i patti, verso la Cina (4), infine, Yahoo ha l&#8217;obbligo di non collaborare con chi viola la legge cinese, cioè ha degli obblighi sociali di correttezza. In questo corno vi è una predominanza di (4) su (3). Visto poi che il primo corno del dilemma (cioè il corno morale) non porta a una soluzione, vi è una predominanza assoluta di (4). Così si spiega ciò che è successo e si capisce che Yahoo non solo non è immorale, ma anzi ha una fine sensibilità morale, visto che percepisce i propri doveri di rispetto della legge. Scusa per la complessità della spiegazione (non è colpa mia se il mondo è complesso <img src='http://moraliaontheweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ), spero di essermi spiegato. Capisco che quando si parla di Cina e di diritti umani la gente veda rosso (e certo viene facile), ma su queste cose bisognerebbe riflettere con calma e non cedere ai cliché.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Davide Quattrocchi</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-12006</link>
		<dc:creator>Davide Quattrocchi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 12:19:37 +0000</pubDate>
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		<description>- Cosa c’è di immorale nel divulgare da parte di X una notizia circa 
l’identità di qualcuno che ha compiuto un illecito attraverso gli 
strumenti che X ha messo a disposizione, sulla base di un accordo 
esplicito che escludeva che lo si potesse fare? -Il caso generale non vale! Non è una notizia qualsiasi, ma una notizia che mette a rischio la vita di una persona (Shi Tao, caso particolare). Ovvio che in linea di massima non c&#039;è nulla di immorale, il problema sorge quando si valutano le conseguenze della&#160; divulgazione.Forse, tuttavia, sbaglio nel voler insistere a usare il termine &#039;immorale&#039;, sebbene ci sia qualcosa di moralmente sbagliato nel comportamento di Yahoo. Non sono esattamente un esperto in terminologia morale e posso errare. Magari mi puoi illuminare tu cercando di risolvere questo nuovo esempio che ti propongo. Non si tratta di un dilemma morale, ma qualcosa di simile alla storia di Shi Tao, dove, però, le conseguenze sono minimali e forse è più facile fare distinguo.Ecco la storia:C&#039;è una legge del comune che vieta di immergersi in un fiume. Io ne sono a conoscenza, tuttavia, mi tuffo e salvo la vita di una persona che stava affogando. Qualche mese dopo mi viene recapitata a casa una multa di pochi euro conseguente alla mia immersione. La multa è lecita e il comune è legalmente a posto: nel tuffarmi ero pienamente consapevole che avrei risposto delle conseguenze legali della mia azione. Tuttavia, il comportamento del comune mi appare (ci appare?) &#039;gretto&#039;, &#039;meschino&#039; ... quanto meno &#039;moralmente riprovevole&#039;. Non è coinvolta la vita di nessuno, eppure c&#039;è qualcosa di moralmente sbagliato. Tu come chiameresti il comportamento del comune?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- Cosa c’è di immorale nel divulgare da parte di X una notizia circa<br />
l’identità di qualcuno che ha compiuto un illecito attraverso gli<br />
strumenti che X ha messo a disposizione, sulla base di un accordo<br />
esplicito che escludeva che lo si potesse fare? -Il caso generale non vale! Non è una notizia qualsiasi, ma una notizia che mette a rischio la vita di una persona (Shi Tao, caso particolare). Ovvio che in linea di massima non c&#8217;è nulla di immorale, il problema sorge quando si valutano le conseguenze della&nbsp; divulgazione.Forse, tuttavia, sbaglio nel voler insistere a usare il termine &#8216;immorale&#8217;, sebbene ci sia qualcosa di moralmente sbagliato nel comportamento di Yahoo. Non sono esattamente un esperto in terminologia morale e posso errare. Magari mi puoi illuminare tu cercando di risolvere questo nuovo esempio che ti propongo. Non si tratta di un dilemma morale, ma qualcosa di simile alla storia di Shi Tao, dove, però, le conseguenze sono minimali e forse è più facile fare distinguo.Ecco la storia:C&#8217;è una legge del comune che vieta di immergersi in un fiume. Io ne sono a conoscenza, tuttavia, mi tuffo e salvo la vita di una persona che stava affogando. Qualche mese dopo mi viene recapitata a casa una multa di pochi euro conseguente alla mia immersione. La multa è lecita e il comune è legalmente a posto: nel tuffarmi ero pienamente consapevole che avrei risposto delle conseguenze legali della mia azione. Tuttavia, il comportamento del comune mi appare (ci appare?) &#8216;gretto&#8217;, &#8216;meschino&#8217; &#8230; quanto meno &#8216;moralmente riprovevole&#8217;. Non è coinvolta la vita di nessuno, eppure c&#8217;è qualcosa di moralmente sbagliato. Tu come chiameresti il comportamento del comune?</p>
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		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Gian Paolo Terravecchia</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-11996</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Terravecchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 21:51:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://moraliaontheweb.com/?p=6465#comment-11996</guid>
		<description>Grazie per l&#039;apprezzamento (che peraltro ricambio circa i tuoi testi). Perdonami però se continuo: non sono ancora convinto dalle tue risposte. Io non sostengo che sia un atto giusto, sostengo solo che NON è immorale. Cosa c&#039;è di immorale nel divulgare da parte di X una notizia circa l&#039;identità di qualcuno che ha compiuto un illecito attraverso gli strumenti che X ha messo a disposizione, sulla base di un accordo esplicito che escludeva che lo si potesse fare? Mi pare che sarebbe diverso solo se la materia divulgata riguardasse, come dicevo nei miei esempi, questioni pesanti e di sostanza (p.e. gravissime violazioni dei diritti umani). Mancando questa circostanza, ciascuno si prende la responsabilità dei suoi atti, se non è in grado di agire in perfetto anonimato, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per l&#8217;apprezzamento (che peraltro ricambio circa i tuoi testi). Perdonami però se continuo: non sono ancora convinto dalle tue risposte. Io non sostengo che sia un atto giusto, sostengo solo che NON è immorale. Cosa c&#8217;è di immorale nel divulgare da parte di X una notizia circa l&#8217;identità di qualcuno che ha compiuto un illecito attraverso gli strumenti che X ha messo a disposizione, sulla base di un accordo esplicito che escludeva che lo si potesse fare? Mi pare che sarebbe diverso solo se la materia divulgata riguardasse, come dicevo nei miei esempi, questioni pesanti e di sostanza (p.e. gravissime violazioni dei diritti umani). Mancando questa circostanza, ciascuno si prende la responsabilità dei suoi atti, se non è in grado di agire in perfetto anonimato, no?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Davide Quattrocchi</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-11991</link>
		<dc:creator>Davide Quattrocchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 18:50:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://moraliaontheweb.com/?p=6465#comment-11991</guid>
		<description>- Se io fossi il proprietario di un mezzo usato in quel modo, credo che 
riterrei che si è utilizzato del mio mezzo per compiere un illecito e 
perciò riterrei violato il contratto. Tu no? -Certo che l&#039;atto di Shi Tao è illecito! Questo, tuttavia, non rende la rescissione del contratto un atto moralmente giusto. Qui sta il cuore del dilemma.- Lo diventa se si comincia ad alzare la posta circa i contenuti di quello che è divulgato. -Da un certo punto di vista ti dò ragione, da un altro, però, proprio la minuzia dell&#039;eversione di Shi Tao rende abnorme il contrappasso e pone la situazione totale su un piano drammatico molto alto. Comunque, grazie per gli ottimi commenti, Gian Paolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>- Se io fossi il proprietario di un mezzo usato in quel modo, credo che<br />
riterrei che si è utilizzato del mio mezzo per compiere un illecito e<br />
perciò riterrei violato il contratto. Tu no? -Certo che l&#8217;atto di Shi Tao è illecito! Questo, tuttavia, non rende la rescissione del contratto un atto moralmente giusto. Qui sta il cuore del dilemma.- Lo diventa se si comincia ad alzare la posta circa i contenuti di quello che è divulgato. -Da un certo punto di vista ti dò ragione, da un altro, però, proprio la minuzia dell&#8217;eversione di Shi Tao rende abnorme il contrappasso e pone la situazione totale su un piano drammatico molto alto. Comunque, grazie per gli ottimi commenti, Gian Paolo.</p>
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		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Gian Paolo Terravecchia</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-11985</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Terravecchia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 12:53:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://moraliaontheweb.com/?p=6465#comment-11985</guid>
		<description>Se Shi Tao non fosse cinese, sarei più titubante. Infatti, se uno straniero, che non è vincolato dalle leggi della Cina (perché di altra nazionalità e perché vive all&#039;estero), viene a conoscenza di tali informazioni e le divulga attraverso un social network, allora mi pare che il problema non sussista.Essendo Shi Tao vincolato in quanto cinese, se ben capisco, non può divulgare quelle informazioni. Se io fossi il proprietario di un mezzo usato in quel modo, credo che riterrei che si è utilizzato del mio mezzo per compiere un illecito e perciò riterrei violato il contratto. Tu no? Però, hai ragione: si tratta di un dilemma in piena regola, anche se non particolarmente resistente. Lo diventa se si comincia ad alzare la posta circa i contenuti di quello che è divulgato. Metti che anziché del protocollo di censura, si fanno circolare le notizie relative al luogo in cui sono stati sequestrati e vengono regolarmante torturati dei prigionieri politici, violando ripetutamente alcuni diritti umani, allora il dilemma acquista un peso diverso e merita di affiancarsi per drammaticità ai dilemmi del carrello e al &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/La_scelta_di_Sophie&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;dilemma di Sophie &lt;/a&gt;(per fare esempi popolari).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se Shi Tao non fosse cinese, sarei più titubante. Infatti, se uno straniero, che non è vincolato dalle leggi della Cina (perché di altra nazionalità e perché vive all&#8217;estero), viene a conoscenza di tali informazioni e le divulga attraverso un social network, allora mi pare che il problema non sussista.Essendo Shi Tao vincolato in quanto cinese, se ben capisco, non può divulgare quelle informazioni. Se io fossi il proprietario di un mezzo usato in quel modo, credo che riterrei che si è utilizzato del mio mezzo per compiere un illecito e perciò riterrei violato il contratto. Tu no? Però, hai ragione: si tratta di un dilemma in piena regola, anche se non particolarmente resistente. Lo diventa se si comincia ad alzare la posta circa i contenuti di quello che è divulgato. Metti che anziché del protocollo di censura, si fanno circolare le notizie relative al luogo in cui sono stati sequestrati e vengono regolarmante torturati dei prigionieri politici, violando ripetutamente alcuni diritti umani, allora il dilemma acquista un peso diverso e merita di affiancarsi per drammaticità ai dilemmi del carrello e al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_scelta_di_Sophie" rel="nofollow">dilemma di Sophie </a>(per fare esempi popolari).</p>
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	</item>
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		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Davide Quattrocchi</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-11984</link>
		<dc:creator>Davide Quattrocchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 10:04:52 +0000</pubDate>
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		<description>Se le regole si auto-interpretassero avresti ragione tu Gian Paolo. Il problema è che anche le regole di un servizio internet vanno interpretate e, tecnicamente, è sull&#039;interpretazione della regola che Yahoo ha mostrato un comportamento, a mio avviso, immorale. Shi Tao ha effittivamente divulgato segreti di stato, ha effettivamente sovvertito il governo dello stato? Per gli standard del governo cinese sì: ma questi standard sono morali? Divulgare una nota che indica quali censure adottare per tacitare la commemorazione di un disastro umanitario è un comportamento che viola o no le regole di Yahoo? Yahoo ha deciso che le viola e questa decisione merita, secondo me, l&#039;accusa di immoralità. Tuttavia, concedo che il caso sia molto complesso (si veda la posizione degli impiegati cinesi di Yahoo) e che meriterebbe un approfondimento filosofico maggiore ... altrimenti non sarebbe un buon caso di dilemma morale ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se le regole si auto-interpretassero avresti ragione tu Gian Paolo. Il problema è che anche le regole di un servizio internet vanno interpretate e, tecnicamente, è sull&#8217;interpretazione della regola che Yahoo ha mostrato un comportamento, a mio avviso, immorale. Shi Tao ha effittivamente divulgato segreti di stato, ha effettivamente sovvertito il governo dello stato? Per gli standard del governo cinese sì: ma questi standard sono morali? Divulgare una nota che indica quali censure adottare per tacitare la commemorazione di un disastro umanitario è un comportamento che viola o no le regole di Yahoo? Yahoo ha deciso che le viola e questa decisione merita, secondo me, l&#8217;accusa di immoralità. Tuttavia, concedo che il caso sia molto complesso (si veda la posizione degli impiegati cinesi di Yahoo) e che meriterebbe un approfondimento filosofico maggiore &#8230; altrimenti non sarebbe un buon caso di dilemma morale <img src='http://moraliaontheweb.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Dilemmi morali nell&#8217;epoca di Internet by Gian Paolo Terravecchia</title>
		<link>http://moraliaontheweb.com/2012/04/13/dilemmi-morali-nellepoca-di-internet/comment-page-1/#comment-11972</link>
		<dc:creator>Gian Paolo Terravecchia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 21:13:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://moraliaontheweb.com/?p=6465#comment-11972</guid>
		<description>Non capisco il passo, circa il terzo caso, che dice: &quot;Dal punto di vista &lt;strong&gt;etico&lt;/strong&gt;, però, il comportamento di Yahoo è stato immorale&quot;. Qualcuno potrebbe pensare che è dubbio che sia immorale. A me pare semplicemente falso che lo sia. Intendiamoci, mi spiace ciò che è successo a Shi Tao. Però se qualcuno offre dei servizi e un altro viola le regole accordate, questi si prende le sue responsabilità, non ti pare? La responsabilità di quanto accade non è di Yahoo, ma di Shi Tao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non capisco il passo, circa il terzo caso, che dice: &#8220;Dal punto di vista <strong>etico</strong>, però, il comportamento di Yahoo è stato immorale&#8221;. Qualcuno potrebbe pensare che è dubbio che sia immorale. A me pare semplicemente falso che lo sia. Intendiamoci, mi spiace ciò che è successo a Shi Tao. Però se qualcuno offre dei servizi e un altro viola le regole accordate, questi si prende le sue responsabilità, non ti pare? La responsabilità di quanto accade non è di Yahoo, ma di Shi Tao.</p>
]]></content:encoded>
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