G. Currie, Narratives and Narrators. A Philosophy of Stories, Oxford University Press, Oxford 2010, pp. 243.
Con questo volume narrazione e narratività giungono finalmente al cospetto della tradizione analitica. Alternativamente tenute a distanza di sicurezza o sposate con facile entusiasmo dalla filosofia, etichettate come le “parenti povere” dell’argomentazione, tali categorie sono qui esaminate in modo rigoroso e dettagliato, definite con precisione e decostruite in modo chiaro.
Oltre a fornire definizioni utili a collocare il posto della narrazione nella filosofia e a confrontarsi con le categorie classiche della narratologia, Gregory Currie elabora un’ipotesi che spiega la genesi della narrazione nell’evoluzione umana.
Esaminiamo dapprima alcune definizioni che l’autore elabora nel testo.
La narrazione è un artefatto, ovvero un prodotto della capacità umana di agire; la narrazione è una rappresentazione; essa appartiene alla più vasta categoria dei corpora, intesi come «corpo di rappresentazioni, emanato da una fonte più o meno unitaria – un singolo individuo, un gruppo di esperti, una tradizione – e che può suscitare in noi un interesse più o meno sistematico. Alcuni corpora, come le narrazioni, sono artefatti; altri, come i sistemi di credenze, non lo sono» (p. 8).
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