Purtroppo mancano in Italia mancano manuali di storia di destra. Eppure la storia di destra è stata l’unica versione che gli studenti italiani hanno potuto leggere dal 1861 al 1945: prima la storiografia liberale,seguita da quella fascista.
La prima tendeva a raccontare l’Italia secondo quello che sarà poi il canone crociano della conquista, il mantenimento e la realizzazione della libertà della borghesia italiana, la seconda del suo compimento con quella combinazione di modernizzazione economica e tradizionalismo sociale che fu il regime fascista stesso.
Liberali e fascisti la storia non soltanto la scrivevano, ma addirittura la facevano.
Tanto che la loro idea del mondo ha avuto un tribunale terribile nella storia stessa: due guerre mondiali.
E’ venuto poi un altro sistema quello del centro-sinistra, che tentò di fare qualche riforma di sinistra mantenendo il potere saldo al centro, a scapito di far durare i governi il giro di pochi mesi.
Nel frattempo i manuali di sinistra vedono la luce e circolano nelle scuole.
Ma se danni il comunismo ha fatto, li ha perpetrati certo fuori dall’Italia, dove non ha mai governato.
Altro è scrivere la storia, altro invece la storia farla.

Una notizia curiosa: si può usare la nitroglicerina per stimolare l’aumento della densità delle ossa.

La curiosità sta tutta nel fatto che questa ricerca sembra compiere un percorso inverso rispetto a quello “tradizionale” che da terapia porta a doping. I farmaci usati per scopi dopanti nascono generalmente dalla ricerca medica normale, con lo scopo di individuare principi in grado di curare malattie. Poi accadono due cose: questi farmaci vengono usati su individui sani e in concentrazioni diverse; oppure questi farmaci vengono testati, ancora prima che sui malati, direttamente sugli atleti, per scoprire proprio il loro potenziale dopante.

In questo caso invece, la nitroglicerina veniva usata agli albori del secolo scorso come performance-enhancer, e ora diventa una terapia.

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI

Fallire & Rivivere è il tema dell’edizione 2011 della Summer school in Antropologia applicata che si svolgerà a Portogruaro dal 20 al 25 giugno, promossa dal Centro studi Jacques Maritain in collaborazione con il Servizio nazionale della Cei per il progetto culturale, con il Comune di Portogruaro, con l’ISSR “San Lorenzo Giustiniani” di Venezie e con la Fondazione Antonveneta. La Scuola ha ricevuto inolre il patrocinio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova, della Facoltà Teologica del Triveneto e della Fondazione Nord Est.

La Summer school offre alcuni elementi fondamentali di antropologia filosofica e una serie coordinata di chiavi di lettura da impiegare nell’analisi delle principali dimensioni concrete della vita umana, con particolare attenzione ai temi della dignità umana, della libertà e della crescita personale e relazionale, dei diritti fondamentali e dei doveri che strutturano la dimensione civile ( SCARICA IL PIEGHEVOLE INFORMATIVO).
Si rivolge a un pubblico differenziato, in modo da favorire lo scambio di esperienze e competenze tra operatori e formatori del mondo culturale, sociale e imprenditoriale, professionisti e dirigenti, studenti laureandi e dottorandi specialmente orientati ai settori dell’educazione e della formazione.

Sono previste BORSE DI STUDIO per studenti e il riconoscimento dei  CREDITI ECM per gli operatori socio-sanitari.

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SUMMER SCHOOL 2011

«Fallire&Rivivere» 20-25 giugno 2011

 

L’esperienza della fragilità segna in vario modo la vita della persona ed estensivamente delle comunità e della società in cui questa è inserita. Dall’ambito della salute fisica a quello della stabilità interiore, dall’ambito dell’incontro tra uomini e donne appartenenti a diverse culture a quello della cooperazione per il bene comune, si sperimentano trasversalmente la generosità delle intenzioni, l’inevitabilità del fallimento, l’asprezza delle incomprensioni, la difficoltà della ricostruzione, il valore rigenerativo della pacificazione. L’identità personale matura attraverso queste esperienze fondamentali, che raccontano la strutturale fragilità dell’umano e delle sue realizzazioni, ed invitano dunque a tenerne conto, considerandola un ingrediente non solo ineliminabile, ma più oltre altamente istruttivo e prezioso per una comprensione profonda delle dinamiche della vita personale e sociale.

In che modo è possibile tener conto della fragilità della natura umana nell’elaborazione di una prospettiva antropologica e di una idea percorso di maturazione dell’uomo? Quali implicazioni trarne in prospettiva educativa? La più profonda comprensione del significato e della fenomenologia della fragilità offre chiavi di lettura efficaci per interpretare le dinamiche della «crisi» che da più parti si attribuisce ormai alla cultura occidentale? In che modo la precarietà e le stesse distorsioni delle strutture sociali pensate per proteggere l’umano sono connesse con le diverse forme della fragilità che affaticano la vita dei singoli? La questione della fragilità presenta dunque molteplici sfide, meritevoli di una riflessione attenta, da declinare su piani diversi e tuttavia tra loro connessi a motivo della centralità della persona e dell’integralità della sua esperienza come essere sociale, morale e spirituale.

 

PROGRAMMA

Lunedì 20 giugno

Fallire e rinascere. Riflessioni sul significato del limite. Relatore: Giovanni Grandi (Università di Padova)

 

Martedì 21 giugno

Conversione e cambiamento. Le sfide dell’età adulta alla prova della fragilità. Relatore: Andrea Toniolo (Preside Fac. Teol. Triveneto)

 

Mercoledì 22 giugno

Accostarsi al fallimento. L’approccio alle crisi della persona. Relatore: Silvia Landra (Psichiatra – Milano)

 

Giovedì 23 giugno

Fragilità personale e spazio pubblico. Quando la vulnerabilità del malato diviene motivo di conflitto. Relatore: Leopoldo Sandonà (Marcianum – Venezia)

 

Venerdì 24 giugno

Educare alla fragilità. Ruolo e portata del fallimento e della ricostruzione nell’azione formativa. Relatore: Andrea Porcarelli (Università di Padova)

 

Informazioni e preiscrizioni

centrostudi@maritain.eu – tel. 0421-760323 – www.summerschool-maritain.eu

 

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Era il 2007 quando Barry Bonds veniva accusato di «perjury and obstruction of justice», in relazione al suo coinvolgimento nel caso Balco e l’uso di sostanze dopanti. Adesso si è arrivati a una sentenza, che riconosce Bonds colpevole di falsa testimonianza (sugli altri capi d’accusa non si è trovata l’unanimità della giuria).

Barry Bonds prima e dopo la "cura"

Perché Barry Bonds non può mentire per difendersi? Ha senso chiedere a un accusato di collaborare alla sua propria condanna?

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Così, su due piedi, mi vengono in mente almeno tre buone ragioni per leggere Cosa significa donare?, il libro curato da Daniela Falcioni e appena edito da Guida. Un pregio del testo consiste nel fatto che si propone come una lettura veloce, valore non da poco di questi tempi: le 165 pagine dell’opera, pur tematicamente e autorialmente eterogenee, sono strutturate in maniera lucida, sono chiare nei contenuti e a tratti persino accattivanti da un punto di vista stilistico-letterario. Il secondo pregio l’ho già lasciato intravedere: la lettura è piacevole e varia, e non solo per le qualità estetiche del testo. Infatti, va intanto osservato che si viene coinvolti dal fascino, in certi casi persino esotico, degli esempi di donazione che il libro propone (mi vengono in mente le forme di donazione che Colombo riceve dai Cacicchi da lui incontrati nel Nuovo Mondo, pp. 101-111). Chi si occupa di dono è abituato a discutere gli esempi forniti dal classico di Marcel Mauss, Saggio sul dono, su cui si sono ormai scritte migliaia di pagine. Il volumetto curato da Falcioni ha il merito di proporre nuovi esempi su cui riflettere, fornendone di interessanti, grazie ai saggi di Mark Anspach (Che cosa significa ricambiare? Dono e reciprocità, pp. 57-70), e soprattutto Enrico Sarnelli (Mimesi e nemesi del dono: scambi complessi nelle Antille, pp. 71-137) e Daniela Falcioni (Concezioni e pratiche del dono nell’Islam, pp. 139-165). Inoltre, il libro raccoglie, attraverso i tre autori menzionati, competenze fra loro diverse quali quelle, rispettivamente, di un antropologo, di un etnologo e di una studiosa di antropologia filosofica. L’opera ne risulta perciò ricca nelle prospettive disciplinari, oltre che nei contenuti e non ho ancora menzionato il quarto degli autori del volume, il filosofo e antropologo Marcel Hénaff. Il terzo pregio del libro consiste proprio nella qualità della parte strettamente teorica raccolta nel contributo di Hénaff, già noto in Italia per l’importante Il prezzo della verità. Il dono, il denaro, la filosofia (Troina 2006). Il saggio raccolto nel libro ha il titolo Antropologia del dono e riconoscimento sociale (pp. 29-55). Esso fornisce alcuni elementi per una concettualizzazione della donazione che fanno chiarezza e meritano di essere meditati e discussi più ampiamente, come farò almeno in parte alla fine di questa breve presentazione. Prima vorrei però svolgere alcune considerazioni circa il contributo di questo tipo di ricerca all’attuale dibattito filosofico.

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Vi segnalo un convegno su Kant che si sta svolgendo presso l’università di Roma 3, ma di cui purtroppo ho avuto notizia solo oggi. Vi giro comunque il programma nel caso qualcuno si trovasse a Roma e fosse interessato.

Giornate kantiane a Roma 3 con il patrocinio della S.F.I. romana

(30 e 31 marzo 2011 – Facoltà di Lettere e Filosofia – Aula Conferenze, piano terra di Via Ostiense, 234-236)

Mattina 30 marzo

ore 9.00

Saluti della Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Francesca Cantu

e del Direttore del Dipartimento di Filosofia, Elio Matassi

Introduzione ai lavori di Paolo D’Angelo (Coordinatore del Dottorato di ricerca in Filosofia – Roma 3)

 

ore 9.30

Presiede Mariannina Failla

Mirella Capozzi  (La Sapienza Roma),

Questioni logiche e dialettica nella prima antinomia di Kant

ore 10. 15

Chiara Fabbrizi (La Sapienza Roma),

Dialettica, psicologia e sistema della metafisica in Kant

ore 11.00                                                                                                                            

Gabriella Baptist (Università di Cagliari),

 Logica formale e logica trascendentale: un confronto Kant-Husserl

ore 11.45 Dibattito

 

ore 13.15 Pausa

 

Pomeriggio 30 marzo

Presiede Paolo D’Angelo

 

ore 15.00 Carlo Gentili (Università di Bologna),

“Mein Urtheil ist mein Urtheil”. Le radici kantiane del prospettivismo in Nietzsche

ore 15.45 Rosa Calcaterra (Università Roma3),

Logica, semiotica, ontologia. Peirce discepolo e avversario di Kant

ore 16.30 Dibattito

ore 18.00  Fine lavori prima giornata

Mattina 31 marzo             

 

Presiede Roberto Finelli

ore 9.30  Klaus Düsing ( Università di Colonia),

 Formen der Freiheit in Darstellung und Auflösung von Kants dritter Antinomie.

ore 10.15  Pavel Rebernik (Università Roma3),

Causalità, libertà, tempo. Heidegger e l’antinomicità della ragione in

Kant”.

ore 11.00 Annamaria Contini (Università di Modena),

Potenza d’agire. La terza antinomia kantiana

nella riflessione etica di Paul Ricoeur.

Pomeriggio 31 marzo

ore 11.45 Dibattito

ore 13.15 Pausa

Presiede Pavel Rebernik

ore 15.00 Mariannina Failla (Università Roma3),

La ragione pura è coraggiosa?

ore 15.45 Stefano Marino (Università di Bologna),

Non-identità, dialettica e trascendenza: Th. W. Adorno interprete di Kant

ore 16.30 Dibattito aperto su tutte le relazioni ascoltate durante le giornate di studio.

 

E’ stato concesso l’esonero dal servizio per i docenti della scuola secondaria con autorizzazione

 del MIUR prot.  N. AOODGPER 1224 del 15.2.2011.

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