Pierre Hadot, La felicità degli antichi, Raffaello Cortina, Milano 2011, pp. 9-150.

 

Il testo La felicità degli antichi raccoglie una serie di scritti che Pierre Hadot, scomparso nel 2010, ha redatto tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. I sei saggi della collettanea affrontano le grandi questioni che hanno animato la riflessione del filosofo francese: i problemi legati all’esegesi dei testi antichi, il concetto di natura, la definizione di filosofia antica, la figura del saggio, i modelli di felicità elaborati in epoca ellenistico-romana e la fine del paganesimo. Questo elenco lascia intravedere l’ampiezza delle competenze di Hadot che, senza ombra di dubbio, è stato uno dei massimi storici della filosofia antica. È dunque necessario –  per chiunque si occupi di filosofia antica – confrontarsi con la sua interpretazione delle opere della tradizione stoica e platonica e credo sia auspicabile –  per chiunque si occupi di questioni etiche – capire che cosa Pierre Hadot intendesse per ‘esercizi spirituali’.

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Chi scrive e alcuni autori di questo blog lavorano o collaborano presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, il cui fondatore, don Luigi Maria Verzé, è deceduto questa mattina alle 7.30 per arresto cardiaco.

Riporto qui a ricordo e a commento la dichiarazione rilasciata da Massimo Cacciari, che personalmente condivido.

Massimo Cacciari, ricordo di Don Luigi Maria Verzé

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È uscito ieri il numero 0 dei Quaderni di Lectamoralia, scaricabile anche nel box dedicato in basso a destra. Si tratta della raccolta delle uscite di Lectamoralia antecedenti al maggio del 2011 (ossia dalla data da cui comincia il numero 1). I Quaderni vogliono essere uno strumento semplice, di raccolta e archiviazione, perciò i contenuti già usciti vengono semplicemente ripresentati, senza alcun ulteriore lavoro di editing (con l’eccezione della correzione di qualche eventuale refuso).

Nei prossimi mesi le iniziative di Lectamoralia saranno molteplici. Procederemo apportando alcune correzioni al Quaderno 1, Uscirà il Quaderno 2. Soprattutto, continuerà l’iniziativa Lectamoralia discussioni, che ha registrato un discreto successo con la prima iniziativa. In marzo, infatti, oggetto di discussione sarà: “Felicità e Beatitudine. Il desiderio dell’uomo tra vita buona e salvezza nel «De Beatitudine» di Tommaso d’Aquino”, di Giovanni Grandi. Parteciperanno Francesco Botturi e Giovanni Catapano. Tutto ciò, naturalmente, si affiancherà alle uscite ordinarie del giovedì e, eventualmente, a quelle straordinarie.

Un buon 2012 a tutti da Lectamoralia!

Etica & Politica / Ethics & Politics XIII, 2011, 2

MONOGRAPHICA
On the premises of the mind-body problem: an unexpected German path?

Stefano Semplici Guest Editor’s Preface p. 7
Mirko Di Bernardo Le nuove scoperte e il nuovo contesto della ricerca bio-medica p. 12
Nicoletta Domma Corpo e libertà nella filosofia di Kant p. 42 G
iovanni Cogliandro Organismo e determinazione: il corpo nella dottrina della scienza di Fichte p. 80
Omar Brino La tematica del corpo nelle psicologie filosofiche ‘realistiche’ del primo Ottocento tedesco: Herbart, Fries, Schleiermacher p. 111
Maria Cristina Benedetti Naturalità e corporeità nella filosofia di Hegel p. 139

SYMPOSIUM
Luciano Floridi, The Philosophy of Information

Gustavo Cevolani Strongly semantic information and verisimilitude p. 159
Massimo Durante Normativity, Constructionism, and Constraining Affordances p. 180
Don Fallis Floridi on Disinformation p. 201
David Gamez Information and Consciousness p. 215
Jakob Krebs Philosophy of Information and Pragmatistic Understanding of Information p. 235
Marty J. Wolf Analysis, Clarification and Extension of the Theory of Strongly Semantic Information p. 246
Anthony F. Beavers Historicizing Floridi

SYMPOSIUM
Paul Gilbert, Cultural Identity and Political Ethics

Paul Gilbert Freedom from Culture p. 278
Elvio Baccarini Politics of Identity and Liberalism p. 287
Enes Kulenović Evaluating Political Claims Based on Cultural Identity p. 305
Paul Gilbert In defence of anti-culturalism: a reply to my critics p. 322

VARIA
Brunella Casalini Libere di scegliere? Patriarcato, libertà e autonomia in una prospettiva di genere p. 329
Joseph Grcic The Contradictions of Libertarianism p. 365
Vallori Rasini “Weltoffenheit”: zeitgenössische philosophische Anthropologie im Zwischenbereich von Geist und Natur p . 383
Carmelo Vigna Gloria e vanagloria p. 396

Informazioni sulla rivista/Information on the journal p. 407

John Morreall, Filosofia dell’umorismo. Origini, etica e virtù della risata, Sironi: Milano 2011, pp. 264, € 18.00

Un libro sull’umorismo non è una barzelletta. Secondo John Morreall, già autore di diverse pubblicazioni sull’argomento, al cuore dell’umorismo ci sono il fenomeno dello slittamento cognitivo:

facciamo esperienza di un improvviso cambiamento nel nostro stato mentale [...] che in condizioni normali, cioè se lo prendessimo sul serio, sarebbe disturbante (14)

e la capacità che noi umani abbiamo, in quanto esseri razionali, di guardare con distacco a certi eventi. L’elemento del distacco avvicina l’esperienza dell’umorismo a quella dell’arte e l’umorismo è visto come un fenomeno che caratterizza la condizione umana. A difesa di questa tesi centrale Morreall sviluppa una trattazione filosofica di tutto rispetto, ricca di esempi e contestualizzazioni e con alcuni spunti interessanti anche sul piano della filosofia morale.  Sono anche riportate diverse battute memorabili, il che rende la lettura molto piacevole. Vediamo ora nell’ordine i principali argomenti toccati.

Nel primo capitolo, Morreall ci spiega com’è che il riso e l’umorismo non hanno avuto fortuna come argomenti di ricerca nella tradizione filosofica occidentale. L’approccio è stato in genere di taglio psicologico: prevalentemente si è guardato al riso con sospetto per la sua capacità di far perdere l’autocontrollo ai soggetti e di abolire le convenzioni sociali. Inoltre, il riso è stato condannato come espressione di una presunzione di superiorità (il riso inteso essenzialmente come derisione – da Platone, Hobbes, ma oggi anche da Scruton – p. 26) o come porta d’accesso a una pericolosa dimensione irrazionale (in particolare da Santanayana, sulla scorta di Kant – p. 37), oppure è stato banalizzato (soprattutto da Freud) perché inteso come valvola di sfogo per sentimenti che altrimenti resterebbero repressi e metterebbero in pericolo il nostro equilibrio (p. 40 sgg.). Morreall sostiene con solidi argomenti che la tesi della superiorità è errata o quantomeno riduttiva (pp. 28-30), che l’ipotesi freudiana è priva di fondamento (pp. 45-50) e che l’idea che ci sia qualcosa d’irrazionale nel riso poggia su un argomento interessante, che va però approfondito. Secondo molti filosofi (Kant, Kierkegaard e Schopenhauer, fra gli altri) a causare il riso è la percezione di una contraddizione (p. 31), di un’incongruenza che disattende le nostre aspettative e da cui stranamente traiamo piacere. Morreall è incline a sposare la tesi dell’incongruenza. Resta però il problema: com’è possibile godere di un’incongruenza? (p. 36) Dobbiamo per forza concludere che ci abbandoniamo a un atteggiamento irrazionale quando lo facciamo?

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Rivista della Scuola di Dottorato di Ricerca in Filosofia dell’Università degli Studi di Padova

Da oggi è possibile consultare online una nuova rivista di recensioni filosofiche.

Ecco il link: http://universa.filosofia.unipd.it/

Universa. Recensioni di filosofia è un periodico elettronico della Scuola di Dottorato di Ricerca in Filosofia dell’Università degli Studi di Padova. La rivista raccoglie recensioni di testi di filosofia italiani e stranieri, tratti dalla produzione scientifica più recente. Universa nasce come luogo di informazione e di confronto sulle novità editoriali nel campo della filosofia e, allo stesso tempo, come occasione di formazione per gli iscritti alla Scuola di Dottorato. La rivista è infatti per i dottorandi della Scuola una vera e propria attività formativa attraverso la quale essi hanno la possibilità di apprendere e raffinare gli strumenti della comunicazione del sapere insieme al lavoro di revisione e controllo che esso implica. Al contempo Universa intende anche proporsi come un servizio nei confronti della comunità scientifica, creando un database di recensioni di testi di interesse filosofico ampio, articolato sulle più diverse aree tematiche, accessibile online, pubblicamente e gratuitamente.

 

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