Negli ultimi 40 anni Sen, economista e filosofo, ha sviluppato un approccio per valutare l’ingiustizia e la povertà alternativo sia rispetto alla misurazione della ricchezza che alla misurazione del benessere inteso come soddisfazione delle preferenze o felicità.
La difesa più recente di tale approccio è esposta nel nuovo libro di Sen, The Idea of Justice, di cui abbiamo già parlato in diversi post su questo blog. La terza parte del libro, intitolata “The Materials of Justice” ha a che fare esattamente con questo tema.
In questo post e nei due successivi, riassumerò brevemente la posizione e gli argomenti di Sen, mettendo in evidenza i miei dubbi in proposito. La mia obiezione a proposito degli argomenti di Sen a favore della metrica delle capabilities può essere compresa soltando mettendo assieme gli argomenti dei tre post: uno dedicato ai due modi in cui possiamo interpretare l’argomentazione di Sen, un altro dedicato al confronto tra capabilities e risorse, l’altro ancora al confronto tra capabilities e benessere [well-being]. Combinando assieme le critiche dei due post su risorse e benessere con la premessa meta-teorica ritengo si ottenga una critica dell’argomento di Sen a favore delle capabilities. Essa consiste nell’affermare che Sen non può allo stesso tempo e nella stessa prospettiva criticare l’approccio risorsista e quello welfarista attraverso gli argomenti che usa.
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