Come vi rapportate alla violenza ideologica attraverso cui è attualmente attaccato il movimento “No TAV”?
Ve lo chiedo anche in quanto filosofi, non solo in quanto esseri morali e cittadini italiani.

Nelle  ultime due sere, ho incrociato due programmi televisivi de La7 dedicati alla protesta “No TAV”: non ho avuto la prontezza di cambiare subito canale e così, come prevedibile, ho finito per diventare di cattivo umore.  In entrambi i casi, coloro che parlavano a favore del movimento NoTAV facevano osservazioni puntuali e documentate e in entrambi i casi ottenevano risposte generiche e ideologiche. (È già la seconda volta che uso questo termine: spiegherò tra un momento il senso in cui lo adopero). Ecco due esempi: nel primo programma, l’interlocutore contrario alla TAV fa notare che la line ferroviaria esistente è attualmente usata molto al di sotto delle sue potenzialità e che questa è una prima ragione per riconsiderare l’opportunità di realizzare un progetto miliardario e dal grande impatto abientale; risposta del politico favorevole alla TAV: “se si fosse ragionato come lei nel momento in cui si è deciso di costruire l’autostrada del sole, oggi si supererebbero ancora gli appennini a dorso di mulo”. Mi sono chiesto: in quale universo discorsivo, questa risposta sarebbe stata pertinente? Forse se il primo avesse attaccato la TAV sulla base di un generico attacco alla tecnologia e al progresso?

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Cari amici e lettori di Moralia,

ho pensato di segnalarvi l’uscita di due miei libri e di raccontarvi brevemente (non è certo una recensione…) di che cosa parla il primo nel caso qualcuno possa essere interessato – sul secondo scriverò qualcosa di altrettanto breve un’altra volta.

Escono entrambi nella collana “Ethica” diretta da Carmelo Vigna per Orthotes Editrice e ne costituiscono i due primi numeri. Il primo libro si intitola: La misura del vero. Un confronto con l’epistemologia contemporanea sulla natura del sapere e la pretesa di verità (736 pp., brossura), il secondo: Volontà e assenso. L’impossibilità di decidere che cosa credere (532 pp., brossura).

Nessuno dei due è un trattato di etica in senso stretto, ma entrambi sono dedicati a questioni che intersecano e si intrecciano in vario modo a quelle comunemente associate al territorio della filosofia morale, in particolare hanno stretti legami con le questioni dell’antropologia filosofica, che per me può essere separata dall’etica solo a costo di una pericolosa astrazione.

Il primo libro riguarda il rapporto tra soggettività e verità, più esattamente le costanti strutturali di questo rapporto, sebbene si premuri di mostrare in che modo l’esposizione di queste strutture possa e debba essere integrata dall’indagine dei modi in cui quel rapporto si configura storicamente – quei modi che Foucault chiama “i regimi di verità”.

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Giovedì 9 febbraio si terrà il terzo incontro per il ciclo di seminari “Verità e politica. Opzioni, metodi e stili”.

Relatrice per questo quinto incontro sarà Francesca Pasquali che presenterà una relazione su “Richard Rorty o l’irrilevanza della verità”.

L’incontro si svolgerà alle 14.00 presso la sede della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, in via Conservatorio 7 (aula seminari).

Per l’elenco completo dei seminari: http://moraliaontheweb.com/2011/09/29/incontri-seminariali-verita-e-politica-opzioni-metodi-e-stili/.

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Ronald Dworkin, Justice for Hedgehogs, The Belknap Press of Harvard University Press, Cambridge (MA) – London (UK) 2011, pp. 506, $35.00

Ieri ho recensito la prima parte di Justice for Hedgehogs (Giustizia per ricci) – l’ultimo libro di Ronald Dworkin, filosofo e giurista statunitense – concentrandomi sulle critiche di Dworkin alla metaetica.

Oggi recensirò la seconda parte del libro, dedicata al concetto d’interpretazione.

L’idea centrale del libro, è importante ricordarlo, è che in campo etico non ci sono valori plurali in contrasto insopprimibile fra loro, né un unico valore che va anteposto a tutti gli altri (come il benessere per gli utilitaristi, ad esempio). Secondo Dworkin è invece possibile costruire una visione unitaria dei diversi valori che possono essere chiamati in causa in campo morale (felicità, benessere, giustizia, equità e così via). Nella prima parte del libro Dworkin sostiene che non dobbiamo fondare questa visione sull’idea che ci sia qualcosa nel mondo (dei fatti, degli oggetti) che ci permette di decidere se un certo giudizio morale è vero o falso.  Quello che dobbiamo fare per fondare la morale, invece, è un lavoro d’interpretazione, che Dworkin descrive come l’attività che consiste nel cercare il significato di un avvenimento, di un risultato, di un’istituzione (102). A questo tema è dedicata la seconda parte del libro.

Le tesi principali che Dworkin difende sono tre:

1)   i processi d’interpretazione differiscono dai ragionamenti scientifici;

2)   il ragionamento in campo morale è interpretazione di concetti morali;

3)   i concetti morali sono tali per cui la loro natura non può essere spiegata che attraverso un argomento normativo, perciò la filosofia morale, che è interpretazione di concetti morali, è essa stessa un processo interpretativo.

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Giovedì 1 dicembre si terrà il terzo incontro per il ciclo di seminari “Verità e politica. Opzioni, metodi e stili”.

La relatrice sarà Marina Lalatta che presenterà una relazione su Kant e Constant: il dovere della verità“.

L’incontro, come di consueto, si svolgerà alle 14.00 presso la sede della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, in via Conservatorio 7 (aula seminari).

Per l’elenco completo dei prossimi seminari: http://moraliaontheweb.com/2011/09/29/incontri-seminariali-verita-e-politica-opzioni-metodi-e-stili/.

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Domani 10 novembre si terrà il secondo incontro per il ciclo di seminari “Verità e politica. Opzioni, metodi e stili” organizzato all’interno del Progetto Prin 2008 “Verità, politica e giustizia: teoria e pratiche”.

Relatrice per il secondo incontro sarà Franca D’Agostini (Politecnico di Torino – Università di Milano) con un intervento su: “David Lewis: verità e possibilità”.

L’intervento, anche questa volta, si terrà alle 14.00, presso l’Università di Milano, nell’aula seminari del Dipartimento di Studi Sociali e Politici della Facoltà di Scienze Politiche (via Conservatorio 7, Milano).

Per il calendario completo degli incontri: http://moraliaontheweb.com/2011/09/29/incontri-seminariali-verita-e-politica-opzioni-metodi-e-stili/.

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